Se stai pianificando lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico nel 2026, la buona notizia è questa: le aliquote non sono scese. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato le percentuali dell’anno precedente, rinviando al 2027 i tagli che erano stati originariamente programmati. Il 2026 è quindi ancora un anno favorevole per chi vuole intervenire sul proprio immobile, ma con alcune differenze importanti rispetto al passato che vale la pena conoscere prima di avviare i lavori
Indice dei contenuti
- 1 Quanto detraggo nel 2026: le aliquote per tipo di immobile
- 2 L’Ecobonus 2026: allineato al bonus ristrutturazione
- 3 Cosa non è più incentivabile: stop alle caldaie a gas
- 4 Quali lavori sono ammessi
- 5 Chi può accedere al bonus
- 6 Il tetto reddituale: quando cambia qualcosa
- 7 Come non perdere la detrazione: le regole operative
- 8 Il collegamento con la classe energetica
- 9 In sintesi: cosa sapere prima di iniziare i lavori nel 2026
Quanto detraggo nel 2026: le aliquote per tipo di immobile
Il bonus ristrutturazione si articola oggi su due aliquote principali, differenziate in base alla destinazione d’uso dell’immobile:
- 50% per gli interventi sull’abitazione principale, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare
- 36% per tutti gli altri immobili, seconde case, immobili locati, pertinenze, con lo stesso limite di spesa di 96.000 euro
La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
Attenzione alla finestra temporale: dal 2027 le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Chi sta valutando interventi significativi ha quindi ancora qualche mese per avviare i lavori e sfruttare le percentuali più alte.
L’Ecobonus 2026: allineato al bonus ristrutturazione
Fino al 2024 l’Ecobonus aveva una struttura di aliquote propria, con percentuali che variavano in base al tipo di intervento energetico. Dal 2025 questa differenziazione è stata eliminata: l’Ecobonus si applica oggi con le stesse aliquote del bonus ristrutturazione, 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili.
I limiti di spesa restano tuttavia specifici per tipologia di intervento e possono essere superiori a quelli del bonus ristrutturazione ordinario — fino a 100.000 euro per la riqualificazione energetica complessiva dell’edificio.
Cosa non è più incentivabile: stop alle caldaie a gas
Questa è la novità più rilevante introdotta nel 2026 in linea con la direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici: le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili sono uscite dal perimetro degli incentivi. Chi sostituisce il vecchio impianto di riscaldamento con una caldaia a condensazione a gas non ha più diritto alla detrazione.
Restano invece incentivabili:
- impianti ibridi che combinano almeno due tecnologie diverse (es. pompa di calore + caldaia a condensazione)
- pompe di calore aria-aria e aria-acqua
- pannelli solari termici
- micro-cogeneratori
È una scelta normativa coerente con il percorso della direttiva Case Green, che punta progressivamente a ridurre la dipendenza da fonti fossili nel riscaldamento degli edifici.
Quali lavori sono ammessi
Il bonus ristrutturazione copre una gamma ampia di interventi sulle singole unità abitative e sulle parti comuni degli edifici condominiali. Tra i principali:
- manutenzione straordinaria sulle singole unità (la manutenzione ordinaria è ammessa solo per le parti comuni condominiali)
- restauro e risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia
- interventi per il risparmio energetico, inclusi pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo
- sostituzione di impianti di climatizzazione con tecnologie ammesse
- eliminazione di barriere architettoniche
- misure antisismiche
- bonifica dall’amianto
- cablatura degli edifici e contenimento dell’inquinamento acustico
Sono incluse anche le spese professionali legate ai lavori, progettazione, perizie, sopralluoghi, purché direttamente connesse all’intervento.
Chi può accedere al bonus
Il bonus è riservato alle persone fisiche soggette a IRPEF, residenti o non residenti in Italia. Ne hanno diritto:
- proprietari e nudi proprietari dell’immobile
- titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
- locatari e comodatari, con il consenso del proprietario
- familiari conviventi del proprietario che sostengono le spese
Una novità del 2026 riguarda gli immobili condonati: la Legge di Bilancio ha esteso la possibilità di accedere ai bonus edilizi anche agli immobili per cui sia stato rilasciato titolo abilitativo in sanatoria, una misura che amplia significativamente la platea di chi può beneficiare delle detrazioni.
Il tetto reddituale: quando cambia qualcosa
Per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro è stato introdotto un tetto massimo complessivo alle detrazioni fiscali, che tiene conto del numero di persone a carico nel nucleo familiare. Questo limite non elimina il diritto alla detrazione ma può ridurre l’importo effettivamente recuperabile in dichiarazione dei redditi per chi ha redditi elevati.
Per la maggior parte dei proprietari che utilizzano questi strumenti, il limite non produce effetti pratici. Vale tuttavia la pena verificarlo con il proprio consulente fiscale prima di pianificare interventi importanti.
Come non perdere la detrazione: le regole operative
Tre regole da non dimenticare:
Pagamento tracciato. I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale “parlante”, contenente la causale specifica, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori. I pagamenti non tracciati escludono l’accesso alla detrazione.
Comunicazione ENEA. Per gli interventi di efficientamento energetico è necessario inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La mancata trasmissione non comporta la perdita del diritto alla detrazione, ma è comunque buona prassi adempiervi.
Documentazione. Conserva fatture, ricevute, bonifici, asseverazioni tecniche e, dove richiesti, i permessi comunali. In caso di controllo, sono la prova dell’intervento effettuato.
Il collegamento con la classe energetica
Molti degli interventi incentivati dal bonus ristrutturazione incidono direttamente sulla classe energetica dell’immobile. Se stai valutando lavori significativi — cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuovo impianto di riscaldamento — è utile partire da un attestato di prestazione energetica aggiornato: ti permette di sapere dove si posiziona l’immobile oggi e di stimare il miglioramento di classe ottenibile con l’intervento.
Sulle novità normative che riguardano la certificazione energetica, abbiamo approfondito cosa cambia con il nuovo APE 2026 e perché, al momento, non esistono obblighi immediati per i proprietari.
In sintesi: cosa sapere prima di iniziare i lavori nel 2026
- Aliquota al 50% per la prima casa, 36% per gli altri immobili (limite di spesa 96.000 euro).
- Stop alle caldaie a gas stand-alone: non sono più incentivabili
- Ecobonus allineato al bonus ristrutturazione, stesse aliquote
- Bonus mobili confermato al 50% con tetto di spesa a 5.000 euro, legato a interventi di ristrutturazione
- Dal 2027 le aliquote scenderanno: 36% prima casa, 30% altre unità
- Pagamento solo con bonifico parlante: indispensabile per accedere alla detrazione
Stai valutando interventi sul tuo immobile e vuoi capire come impattano sul valore di mercato? Contattaci per una consulenza gratuita: analizziamo la situazione del tuo immobile e ti aiutiamo a scegliere con dati alla mano.
- Agenzia delle Entrate: per dettagli ufficiali sui requisiti e la documentazione necessaria.
- Ministero dello Sviluppo Economico: per informazioni aggiuntive sui lavori di efficienza energetica.
A cura di Simona Caramia, consulente di Immobiliare Santalfredo.
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